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Soldati, il secondo album di Andrea Parodi

Articolo di: Redazione; pubblicato il 03/10/2007 alle ore 14:49:36.

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Un riuscito incontro tra il grande rock americano e il cantautorato italiano! Il trentenne Andrea Parodi ha deciso ancora una volta di attraversare l'oceano per cercare quel suono che si trova solo nei dischi di Bob Dylan, Springsteen e Tom Petty.

Andrea Parodi: Soldati

Un riuscito incontro tra il grande rock americano e il cantautorato italiano! Il trentenne Andrea Parodi ha deciso ancora una volta di attraversare l'oceano per cercare quel suono che si trova solo nei dischi di Bob Dylan, Springsteen e Tom Petty.

Ascolta: anteprima dell'album - streaming myspace.com

Il trentenne Andrea Parodi ha deciso ancora una volta di attraversare l'oceano per cercare quel suono che si trova solo nei dischi di Bob Dylan, Springsteen e Tom Petty, senza dimenticare la lezione di Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori e Massimo Bubola.

E così anche questo nuovo disco, Soldati, in uscita nazionale il 5 ottobre 2007 (LifeGate Music/Venus), è stato prodotto a Vancouver dall'istrionico rocker canadese Bocephus King, come era avvenuto nel 2001 per l'album d'esordio Le Piscine di Fecchio.

Per rendere ancora più speciale l'incontro tra queste due grandi tradizioni, Andrea Parodi per Soldati si è avvalso della collaborazione di un gran numero di artisti di livello nazionale e internazionale: Claudio Lolli, in primis, che presta il suo inconfondibile timbro di voce per la splendida Per non sentirsi soli, una dei momenti più intensi e lirici dell'album.

Ma c'è spazio anche per Luigi Grechi (il fratello di Francesco De Gregori), nel ruolo di "narratore" nel brano Formia ha Gaeta, ma Gaeta Formia non ha che affianca al nostro immaginario popolare il surrealismo e i personaggi propri di Dylan e di altri poeti Beat americani. Tra gli altri artisti italiani segnaliamo la presenza di The Gang, Laura Fedele, Luca Ghielmetti, Massimiliano Larocca, Claudia Pastorino: tante voci, tanti stili, tanti mondi musicali diversi che si incontrano per dare ancora più respiro alle ballate di Parodi.

Vengono da oltre oceano, invece, le prestigiose collaborazioni con The Be Good Tanyas (un trio di ragazze canadesi da anni al top della autorevole classifica di Billboard), Jono Manson (bluesman di NYC nonché stretto parente dei fratelli Coen, i famosi registi americani per cui Andrea ha da sempre un'ossessione cinematografica), Jesse Zubot (violinista di Leo Kottke). E se sono le storie e i personaggi a dominare il disco, come non sottolineare la figura di Tania, attorno alla cui vicenda e immagine (che campeggia, splendida, nella copertina del cd) ruota tutto il concept dell'album; l'unica donna della spedizione boliviana guidata dal Che.

Tania la guerrigliera, che suona chitarra, fisarmonica e pianoforte, va in avanscoperta su commissione del ministero della cultura come ricercatrice del folklore in Bolivia per raccogliere informazioni per il Che. Viene uccisa in una imboscata mentre guada il Rio Grande a soli ventinove anni. Un personale ritratto di questa figura era già stato composto nel 1973 dalla cantautrice argentina Suni Paz, icona del folk sudamericano che ha diviso il palco con artisti del calibro di Bob Dylan, Pete Seeger e Mercedes Sosa.

Da anni ha abbandonato i riflettori e si è ritirata a Los Angeles, dove compone musica per i bambini, ma Parodi è riuscito a convincerla a cantare in un magnifico duetto italo-spagnolo che riporta alla luce il brano originale a distanza di oltre trent'anni, in una versione dalle sonorità cubane giocate sui contrasti fra la tromba e il pianoforte. Oltre un'ora di musica, 16 canzoni a cavallo fra Italia, Canada e Messico, prodotte da uno dei più interessanti musicisti canadesi e registrate all'Utopia park studio di Vancouver, per un disco che mancava nel panorama cantautorale del nostro paese.

Un esperimento riuscito che consacra Andrea Parodi come uno dei più promettenti cantautori italiani, pronto ad ereditare il testimone da Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori, dimostrando che è ancora possibile fare poesia con la musica rock.

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