Home: Articoli: Interviste

Intervista ad Angelo Albani

Articolo di: Pier Giorgio Tegagni; pubblicato il 05/11/2004 alle ore 09:21:05.

Angelo Albani è un giovane cantautore milanese che ha sfruttato abilmente la Rete per promuovere la sua musica. Sbarca su Internet il 1 marzo 2004 con un sito da cui è possibile scaricare gratis alcune sue canzoni. I visitatori le apprezzano e le promuovono attraverso un passaparola spontaneo. I download arrivano in breve tempo a migliaia. Il successo in Rete è parallelo a quello dell'attività live. In diversi locali del milanese riceve consensi da pubblico e critica. Nell'attesa dell'uscita del suo primo album intervistiamo Angelo Albani per conoscerlo meglio.

Angelo AlbaniCiao Angelo, partiamo dalle tue origini musicali. Quando ti sei avvicinato alla musica e perché ad un certo punto della tua vita hai deciso di diventare cantautore?

A differenza di molte altre famiglie, la mia possedeva soltanto un "mangiadischi", questo per farti capire che non sono proprio cresciuto immerso nei suoni di vecchi dischi rock anni '70 o ascoltando musica classica. La prima persona che mi ha trasmesso sensibilità per la musica è stata la mia maestra delle elementari che in classe ci faceva cantare vecchie canzoni popolari. Un giorno mentre cantavamo mi sono messo a piangere per la melodia di una di queste canzoni... credo sia cominciato tutto quel giorno. Dopo qualche anno ho cominciato ad avere voglia di scrivere, ma non sapevo neanche da che parte si cominciasse. Per Natale i miei mi hanno regalato una chitarra classica e mi hanno spedito a lezione. Alle medie avevo già scritto una decina di pezzi e alle superiori è cominciato il coinvolgimento totale. Credo di non avere mai deciso nulla e di essere stato trasportato dalle maree.

Quali sono i tuoi miti, gli artisti che ritieni più importanti nei quali riconosci le tue radici musicali?

Si tratta veramente di tanti artisti, ma soprattutto di tante canzoni. Adoro Jeff Buckley alla follia, ma non credo che questo si possa sentire molto. Mi piace il senso melodico che aveva John Denver, lo stile dei Police, i Beatles... Ho passato anche molto tempo ad ascoltare rock decisamente duro perché rimanevo affascinato da cantanti come David Coverdale degli Whitesnake, Steve Perry dei Journey... Non so in che modo possano avermi influenzato, ma sicuramente qualcosa me l'hanno trasmessa.

E tra gli artisti italiani quali preferisci?

Musicalmente sono sempre stato un po' esterofilo, ma non ho mai disdegnato la musica italiana, anzi. Vasco ha fatto da colonna sonora alla mia adolescenza, un genio della comunicazione. Mi piacciono molto Battiato, Fossati, Raf, Pino Daniele, Ligabue e probabilmente anche molti altri.

Come nascono le tue canzoni, in quali occasioni ti senti più ispirato? Le scrivi di getto oppure rielabori un'idea fino a quando ti sembra compiuta?

È vero, sai, che le canzoni ti piombano addosso! Quando leggevo interviste a cantautori che descrivevano il loro momento compositivo pensavo che romanzassero un po' troppo, ma poi mi sono reso conto che per me era lo stesso. Arrivano momenti in cui ti girano in testa delle idee, prendi la chitarra in mano e in men che non si dica hai un nuovo brano a disposizione. Si sviluppa una certa predisposizione alla cosa e più scrivi e più ti viene da scrivere. Poi magari passano mesi prima che ti arrivi l'idea giusta per un testo.

Angelo AlbaniHo ascoltato con attenzione le tue canzoni, i testi sono cuciti meravigliosamente addosso alla musica, non c'è una sbavatura, complimenti! Tutte sembrano avere un comune filo conduttore e parlano di momenti intimi, introspettivi, di ricerca interiore. In un'ipotetica tracklist la parte conclusiva, a mio parere, spetterebbe a "L'abitudine". Con questa canzone forse dai risposte a quesiti che risposte non hanno perché "anche gli angeli a volte sbagliano". Qual è il tuo messaggio? Cosa vuoi trasmettere con la tua musica?

Grazie per i complimenti, li accetto e mi lusingano. La musica la vivo come un'emozione e questo è il motivo per cui continuo a fare musica. I testi delle mie canzoni sono esperienze personali, pensieri o sogni. Quello che mi ha sempre affascinato in un brano è come diverse persone interpretino il testo in modi differenti. Una frase che per te non significa nulla magari apre il cuore di un'altra persona. È bello quando qualcuno ti dice che si immedesima molto in un tuo brano, probabilmente però l'avevi scritto con un altro intento... Credo di non avere messaggi, è la gente che sceglie cosa gli fa meglio e si crea il proprio messaggio. Musicalmente vorrei scuotere un po' gli animi inariditi.

"Sto tornando a casa" è un singolo autoprodotto che hai regalato in occasione di alcune tue esibizioni. Come mai questa scelta e come ha risposto il pubblico?

Erano i primi concerti di questa nuova esperienza e volevo che la gente tornasse a casa con qualcosa in più da ricordare. Uno spettacolo improntato tutto su di una serie di brani inediti era un po' troppo da digerire senza un disco alle spalle. Mi è sembrata un buona idea e il pubblico ha confermato questa teoria. Ho regalato qualcosa e il gesto è stato apprezzato visto che ai miei concerti non ci sono quasi mai le stesse persone.

Sei supportato da una band molto in gamba, vuoi presentarcela e dirci come influenza il tuo lavoro?

Quando parlo della mia band mi vanto sempre un pochino perché ho la fortuna di avere gente tosta che lavora con me: Michele Fazio al piano e tastiere, Matteo Giudici alla chitarra, Alessandro Polifrone alla batteria e Antonio Petruzzelli al basso. Sono tutti grandi musicisti e grandi amici e ognuno di loro mette le proprie idee al servizio delle canzoni, molti degli arrangiamenti arrivano proprio da loro. Arriviamo in sala, propongo un pezzo nuovo e dopo poco la canzone ha un vestito bellissimo!

Sei emergente come cantautore ma hai un curriculum di tutto rispetto e collaborazioni con Claudio Cecchetto, Marco Guarnerio, Maurizio Bassi, Franco Mussida, Luca Orioli, etc. Che cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere una carriera come la tua?

Penso di essere l'ultima persona al mondo che possa permettersi di dare consigli. Sono in un momento strano della mia vita e credo di aver bisogno io per primo di consigli sulla mia "carriera". Però ho sempre impressa la frase di un mio produttore di tanti anni fa: "Questo lavoro va fatto 24 ore al giorno"!

La storia della canzone è piena di meteore, artisti che balzano al successo per un solo brano e poi scompaiono nel nulla. Quali sono per te i motivi di questo fenomeno e quale strategia conti di usare per non fare la stessa fine?

Le meteore nascono come tali. Se ti guardi indietro e vai a ripescare quelle che oggi sono considerate meteore scoprirai di avere a che fare con progetti meramente basati sulle vendite immediate e niente più. Prodotti commerciali pensati per durare per l'arco di tempo necessario a racimolare più soldi possibile e poi... saluti! Probabilmente non c'è mai stato nessun progetto artistico dietro a questi personaggi, peccato o forse per fortuna. Poi credo che sia anche il pubblico a decidere chi e perché, quello è un meccanismo incalcolabile. Nel mio piccolo spero di continuare con questa band in cui credo molto. Il rock in Italia funziona solo se una line-up è stabile e mi auguro che il pubblico gradisca la mia musica quando sarà il momento. E se dovessi diventare una meteora... beh, significherà che almeno prima avrò pubblicato qualcosa!

Quali progetti hai per il futuro e a quando l'uscita del tuo primo album?

Live, live, live. Per quanto riguarda il disco stiamo valutando proposte, vi faremo sapere.

Ascolta: sto tornando a casa ed in esclusiva per italianissima.net solo con me

Sito Ufficiale: www.angeloalbani.com

Grazie ad Angelo Albani per la disponibilità a sostenere questa intervista per e-mail e a Enrico Sibilla per il supporto fornito.