Home: Articoli: Interviste

Intervista a Gloria Bonaveri

Articolo di: Alberto Barina; pubblicato il 07/01/2005 alle ore 16:48:49.

Gloria Bonaveri

Dopo l'iscrizione nel nostro forum, Gloria ci concede una breve intervista, nella quale ci parla di lei, del suo cd e di quel ormai lontano S.Remo 1995 che la vide protagonista tra le nuove proposte di quell'anno con lo splendido brano: "Le voci di dentro".

Parlaci anzitutto un po' di te, della tua passione per la musica, della tua portentosa e grintosa voce, delle tue esperienze artistiche prima di approdare sul palco dell’Ariston.

Comincio con il parlarti un po’ di me: semplici cose, amo la vita, la amo anche quando ci mette duramente alla prova, amo la gente anche quando ti sembra lontana, amo ovviamente la musica: e’ la parte di me più profonda, quella che esplode e mi riempie di emozioni ogni volta che mi sfiora. Ho cominciato a cantare giovanissima, non ricordo esattamente quando, perchè fin da piccola trovavo molto più facile cantare che parlare o giocare, e quindi sono finita su quel binario e ci sono restata, come un paziente treno che per tutta la sua esistenza e’ legato a quelle rotaie che lo guidano in ogni dove, ed in ognuno di quei “dove” ci sta un mondo da raccontare. Ho cominciato con le orchestre di liscio, per guadagnare la pagnotta e per crescere. Non ho mai studiato canto, sono autodidatta, non avevo mai abbastanza soldi per farlo; ho cercato di attingere dai modelli che mi prefiggevo, cercavo di capire quale era il meccanismo per agganciare il suono, e quindi passavo ore ed ore a casa a studiare su me stessa, sbagliando, riprovando e poi ancora sbagliando e ancora riprovando. Nel frattempo facevo volontariato in vari ospedali tra malati terminali, e lì ho imparato quanto amore si puo’ dare, e com’e’ importante l’esperienza degli altri e devo dire grazie alle storie di queste persone. Un bel giorno ho scoperto che oltre al suono alla voce, si deve agganciare l’anima. Ho fatto tanto, tanto piano bar, ho sfiorato con il mio canto mille spalle chine su piatti a cui non importava nulla dei miei racconti, ma anche questo e’ importante, si deve dare in ogni modo e sempre il massimo, anche se ad ascoltarti non c’e’ nessuno . Fu in una di queste serate che l’autista di CELSO VALLI, mi noto’ e lo prego’ di venirmi ad ascoltare, a lui piacqui e cosi’ l’avventura di SANREMO. Celso e’ in assoluto la persona piu’ competente (parlo di musica ) che io abbia mai conosciuto. E’ geniale, e quando lavora su di un arrangiamento diventa un folletto, un angelo, un demone, una brezza leggera o una impietosa tormenta; e’ esigentissimo, e sa creare con gli artisti con cui lavora un feeling incredibile, non ha nemmeno bisogno di chiedere perche’ dal suo entusiasmo, capisci al volo ogni cosa che lui vuole da te.

1995 S. Remo nuove proposte, con una delle canzoni più belle di quell’anno: “Le voci di dentro”... puoi sommariamente descriverci come hai vissuto quell’esperienza “dietro le quinte” e poi sul palco dell’ “Ariston”.

Periodo duro quello di Sanremo: dovevo lavorare per l’album, non potevo fare altro e quindi niente soldini….. la fame più nera e bada che non sto esagerando. E poi il look, tu non hai idea quello che ho vissuto per avere come dicono loro un look decente. Volevano (la casa discografica ovviamente, non Celso) che io fossi la proiezione di ogni loro frustrazione: chi voleva i capelli lunghi, chi li voleva biondi, chi mi voleva sexy (e mi scappa da ridere!), e chi invece mi vedeva come l’incarnazione della madre terra, io intanto sempre più confusa cominciavo a pensare di non essere troppo adatta a quella dimensione. Era quasi che di tutto l’amore che io provavo per il canto, a nessuno interessasse nulla; per molti di loro era business. Hanno ragione sicuramente, ed è giusto che sia così, però a me stava stretto. Sbarcai a Sanremo, e come tutti i giovani avevo paura, e come tutti avevo la febbre, e come tutti ero curiosa e respiravo avidamente, a pieni polmoni, tutto cio’ che mi accadeva intorno; era come vivere in un’altra dimensione; qualcosa che hai sempre e solo immaginato ad un tratto e’ li e tu ci sei dentro, e allora cerchi di viverla pienamente e non ti lasci sfuggire nulla perchè è tutto troppo... Troppo. Fui eliminata, il giorno prima il mio pezzo fu trasmesso per radio (RADIO ITALIA) e tutto fu insabbiato, non mi chiedere perchè non saprei darti una risposta, so solo che è successo e forse doveva andare così. Vinsi il premio della critica e ne vado molto fiera; avevo l’appoggio di molti addetti ai lavori di questo ne vado orgogliosa.

“Le voci di dentro” quando tu la presentasti, se non ricordo male, dicesti che è un brano con dei risvolti autobiografici, ti va di dirci che cosa rappresenta per te questo brano.

Le voci dentro...
Nelle strade c’e’ Dio e qui ...la mia stanza e’ un’isola
Voglio andarmene così può riprendere fiato la mia anima...

Non puoi immaginare quanto ho sentito vere e mie quelle parole, soprattutto in quel periodo. ma per fortuna c’era sempre Celso che mi riportava su di un terreno morbido sul quale potermi posare e riprendermi. La canzone fu scritta dopo un dialogo con l’autore Giovanni Nuti, che decise che di cucire insieme un po’ di storie, un po’ di mie emozioni: le mie paure, i miei sogni e le mie piccole e quotidiane follie, e devo dire che fu straordinario come ci riuscì. GIOVANNI NUTI e’ un grande sarto dell’interiorità, e’ un grande autore.

Un anno dopo la tua partecipazione al Festival, nel 1996 esce il tuo album omonimo “Gloria”, dove accanto ad alcuni brani inediti, reinterpreti alcuni brani di cantautori come Fossati, Dalla, Mango, come è avvenuta la scelta di questi brani?

Dopo Sanremo si cominciò a lavorare per l’album, che come ben sai uscì con quasi un anno di ritardo. La scelta dei brani fu difficile perchè si voleva seguire una logica, e l’abbiamo trovata in ritardo, ma ce l’abbiamo fatta. Il filo che unisce le canzoni e’ una piccola ricerca di luce in un mondo che spesso e’ un po’ troppo buio.

Altro brano molto bello del disco è “C’è bisogno di cielo” una canzone che parla di donne, ed io ti chiedo quanto bisogno di cielo hanno oggi le donne?

Nella canzone “C’E’ BISOGNO DI CIELO” si parla di quella luce che le donne cercano nell’anima, per poi illuminare il cammino di chi segue.

Dal 1996 ad oggi molti hanno perso le tue tracce, forse perché volutamente te ne sei stata in disparte dal business discografico e dalla promozione televisiva. Cosa è successo dopo la pubblicazione del tuo cd?

Dopo l’uscita dell’album ho avuto problemi con la casa discografica: troppe menti e pochi cuori gravitavano intorno a questa situazione. I cantanti devono cantare e non sfilare come belle statuine in qualche talk show senza mai potere aprire bocca; i cantanti devono regalare ciò che hanno, e ciò che hanno è la loro voce, la loro voglia di comunicare, la loro passione tutto lì. Sarebbe tutto molto più semplice di come la pensano loro. Io comunque continuo a cantare e sto raccogliendo brani perchè ho deciso di autoprodurmi e quando mi metto in testa una cosa, vado fino in fondo. Il mio sarà sicuramente un genere di “nicchia”, ma va bene così; spero di regalare a chi mi ascolta una piccola emozione e di risvegliare in chi ascolterà, quelle voci che ognuno di noi ha dentro ma che spesso non si fanno sentire. Questo deve fare la musica... semplicemente!

Vogliamo ricordare l’appuntamento del 22 gennaio 2005 con Gloria che si esibirà a Modena, per tutte le ulteriori informazioni contattare: red_i@libero.it

Un ringraziamento particolare a Gloria ed a Gino Modena (Red_mo) per l’entusiasmo e per la collaborazione alla realizzazione di questa intervista.