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Intervista ai Jalisse

Articolo di: Mirko Fini; pubblicato il 13/01/2006 alle ore 00:31:21.

Jalisse

Come nascono artisticamente i Jalisse? (gradiremmo conoscere qualche dettaglio in più sui Vostri inizi prima di Sanremo giovani 1995)

Alessandra: ho cominciato come solista nell'88 vincendo numerosi concorsi nella regione del Veneto, cantando in gruppi liscio, rock e nel coro polifonico della mia città. Poi sono approdata a Roma nel '90 per partecipare alla trasmissione televisiva di Baudo "Gran Premio". Nel '91 e nel '92 sono stata corista alle trasmissioni "Luna di Miele" e "Bellezze al bagno".

Fabio: nasco come tastierista e cantante nei gruppi romani, nelle cantine dei garage e nelle case dei vari componenti. Mentre lavoravo al bar componevo le prime canzoni. Ho avuto la prima tastiera a 14 anni, un sintetizzatore. Nel 1985, con un chitarrista e un percussionista ho formato il gruppo Vox Populi e inciso un maxi singolo chiamato "I'm so bad". Nel '93 singolarmente abbiamo deciso di formare il duo partecipando così alle selezioni di Castrocaro e all'accademia di Sanremo (zero risultati). La svolta è arrivata proprio nel '95 con le selezioni di Baudo.

Avete partecipato con successo a Sanremo Giovani 1995, Festival di Sanremo 1996 con conseguente vittoria nel 1997. Che cosa ha rappresentato per Voi il Festival, dal punto di vista artistico?

Una splendida opportunità di:

  1. farci conoscere in tutto il mondo;
  2. confrontarci con altri artisti;
  3. conoscere il grande sassofonista Kenny G;
  4. avere la foto autografata di David Bowie;
  5. portare la nostra musica tra la gente;
  6. partecipare all'Euro Festival di Dublino (4° posto);
  7. essere ospiti a Vina del Mar in Cile;
e avere tanti contatti nel mondo.

La vostra ottima affermazione all'Eurofestival Vi ha spinto a coltivare il pubblico estero.Questa scelta pensate, Vi abbia allontanato dalle scene italiane e qual è secondo Voi il pubblico estero che Vi ha dimostrato più calore?

Assolutamente no, non abbiamo prodotto altri dischi, ma siamo rimasti nel cuore della gente. Tanti hanno dimostrato affetto professionalità e stima. Vuoi un esempio? Proprio all'Eurofestival il tastierista di Katrina and the Waves ci ha fatto i complimenti dicendo che il nostro pezzo era più bello del loro e avrebbe meritato il primo posto. Bello no?

Fabio,a un certo punto hai preferito restare dietro le quinte, ci puoi spiegare il perché, e quando hai preso questa decisione? (in realtà i Jalisse eravamo abituati a considerarli come duo canoro,ma successivamente Fabio ha preferito continuare a collaborare senza apparire).

Dopo il matrimonio, mentre Angelica era nella pancia della mamma, ho lavorato come cameriere in un ristorante, poi come direttore commerciale per una azienda di servizi internet. Poi ho capito che il mio posto era nei Jalisse a fianco di Alessandra ed eccomi qui.

La distribuzione del cd "I'll fly" è avvenuta tramite un canale distributivo on line e "6 Desiderio" è stata scelta come musica d'attesa di una nota compagnia di trasporto urbano. Pensate che la musica oggi debba utilizzare anche od esclusivamente questi nuovi sistemi distributivi per essere fruita?

Tutto ciò che permette la comunicazione di un prodotto è utile al suo scopo di raggiungere il pubblico. E' divertente sperimentare nuove formule. La "Taxi Music" è stata un successo: circa 2000 contatti medi giornalieri nel call-center (con le nostre voci) e circa 5000 contatti visivi su 70 taxi a Roma in 30 giorni!!!! Stiamo pensando a nuove idee.

Poi per Alessandra c'è stata la partecipazione al musical "Emozioni" che le ha permesso di sperimentare un genere musicale nuovo.Che cosa Vi ha insegnato questa esperienza?

Alessandra: E' stata dura ma alla fine ho ottenuto un bel risultato. Grazie alla mia tenacia e testardaggine sono riuscita in questo musical a ballare recitare e cantare. Eravamo una compagnia giovane ma determinata dove ogni sera la sfida più grande era quella di trasmettere emozioni vere al pubblico in sala.

Come nascono oggi le canzoni dei Jalisse e che tipo di collaborazione c'è tra voi nella realizzazione di questi brani?

Nascono da un emozione e dalla responsabilità di trasmettere messaggi importanti, dal punto di vista di artisti che hanno formato una famiglia. C'è una grande affinità tra noi proprio perché viviamo la stessa realtà quotidianamente. Ognuno di noi due ha una visione personale, ma alla fine della costruzione del brano esce una capolavoro di intenzioni condivise. Questo è accaduto dal primo brano nel '95 "Vivo" fino all'ultimo nel nuovo album. Oggi c'è anche un grande co-autore e co-produttore nel nostro team: Walter Bassani dei Meccano.

Che musica ascoltano i Jalisse e quali sono i Vostri artisti preferiti?

Alessandra: ascolto un po' tutta la musica. Dalle canzoni dello Zecchino d'oro e il mitico Paolo Meneguzzi (con mia figlia), alla mia preferita Annie Lennox.

Fabio: di riflesso tutto ciò che ascolta Alessandra. I miei idoli e formatori: Brian Eno ed Ultravox.

La vostra musica è in continua evoluzione.Verso quale genere attualmente Vi state dirigendo?

Crediamo che la nostra musica sia pop, ma non sappiamo dare una definizione classificandola in un genere. L'evoluzione è automatica, prosegue con la crescita personale ed è sempre difficile dare una etichetta a ciò che si produce. L'importante è rendersi conto che abbiamo un potere di comunicazione immenso, che siamo in grado di aiutare e di poter migliorare la qualità della vita anche con una sola canzone, che non sono mai solo canzonette.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato per far arrivare la Vostra musica al pubblico?

Sono quelle che trovano tutti, soprattutto i giovani artisti: gli spazi promozionali radio-televisivi sono pochi e costosi; si dice che la musica non crei business, mentre non si è ancora capito che è un valore culturale che deve essere tutelato. Un giorno si capirà che la musica è vita e non se ne può fare a meno e qualcuno diminuirà l'iva, aiuterà i giovani, i giovani sfateranno i falsi miti e scopriranno le cose giuste e le cose sbagliate, come la droga o l'alcool che non aiutano a scrivere una bella canzone.

Il vostro ultimo tour "Localitour d'Italia" è stato un successo. Come era articolato? Ce ne parlate. Pensate di continuare la rappresentazione di questo spettacolo?

E' un progetto anomalo e innovativo. Proposto nel 2004 e 2005 abbiamo avuto partners come l'I.M.A.I.E., i corti Cinematografici, L'EPAC, la Regione Lazio, l'ANCI, e tanti altri. Circa 55 tra concerti e ospitate, 24 televisioni nazionali e locali, 110 radio contattate, la stampa. Portare in concerto le immagini del territorio italiano, le sue bellezze, il sociale, parlare di volontariato, mettersi al servizio del pubblico offrendo non solo le proprie canzoni, credo che sia oggi di grande aiuto. Perché è questa la chiave del successo: aiutare. E stiamo preparando LOCALITOUR d'ITALIA 2006 con nuove idee.

Quali sono i Vostri progetti futuri?

"6 Desiderio", "Fiumi di parole" new version anche in spagnolo, due inediti, e la grande presenza dello scrittore iracheno Younis Tawfik, che ha scritto la prefazione dando la spiegazione del nome Jalisse nella cultura mediorientale. Grande onore per noi. L'album uscirà in Germania, Svizzera, Austria, Paesi Baltici e Sud America. Stiamo trattando per l'Italia. Un album che continua il nostro viaggio verso le tradizioni, i valori, il rispetto dei diritti umani, i bambini come unico futuro che c'è.
Ciao e a presto,
Alessandra e Fabio