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Intervista ai Sursumcorda

Articolo di: Alberto Barina; pubblicato il 13/01/2006 alle ore 00:33:52.

Sursumcorda

L'album di questo giovane gruppo toscano s'intititola "L'albero dei bradipi" e piano piano, sembra che meritatamente si stiano facendo strada nel trafficato mondo sotterraneo musicale italiano con una proposta di qualità che spazia dal pop alla new wave.

Come mai vi siete dati il nome Sursumcorda, andando a ripescare un vecchio termine latino?

Abbiamo scelto questo nome per un duplice motivo. Sursumcorda letteralmente vuol dire "in alto i cuori" e il cuore è sempre presente, fin nelle più impercettibili sfumature, sia nei brani che nel nostro stile di vita. Ma Sursumcorda è anche un motto che vuol dire "su con la vita", a sottolineare un messaggio di positività e di speranza.

Come e da dove nasce la vostra passione per la musica? E come vi siete artisticamente incontrati?

La passione per la musica ti prende sempre quando sei bambino. Poi s'impadrona della tua vita. A questo punto diventa il tuo linguaggio, il tuo modo nuovo di comunicare con gli altri e cerchi di farlo con lo stile che più ti è proprio. Per questo è importante chi incontri durante il tuo cammino. Tutto è nato dall'incontro tra me e Piero, adolescenti. Poi Saverio, Claudia e gli altri hanno completato il tutto, hanno fuso le loro esperienze con le nostre, dando un' identità ai Sursumcorda.

A cosa si ispira la vostra musica?

Non abbiamo un modello preciso di riferimento. La musica dei Sursumcorda nasce da una combinazione d'istinto e raziocinio. Ognuno di noi possiede un background musicale personalissimo che spazia dalla musica pop, new wave, alla classica, al jazz. L'idea è quella di riuscire a non chiuderci in un genere rigidamente identificabile ma, piuttosto, di passare con coerenza da un ambiente musicale ad un altro mantenendo come unico filo conduttore il testo e "l'italianità" della proposta.

Come state vivendo questo momento di grandi contatti all'estero, e paradossalmente questi nuovi premi che il MEI di Faenza vi ha attribuito per il miglior sito e per il miglior video?

Abbiamo avuto tre nomination: una al Premio videoclip italiano (PVI), una al premio Fandango (Videoclip the radio star) e una al Mei nella sezione siti web musicali. Purtroppo non abbiamo vinto niente ma il fatto di essere in tre finali quasi contemporaneamente ha dimostrato la bontà del progetto Sursumcorda. Quasi tutto il merito va al regista Fausto Caviglia per il videoclip di "Bambino" (girato a low budget, molto low giacché ci hanno lavorato più di 40 persone) e a Gianluca Maria Sorace per il sito sursumcorda.it

Favorevole o contrario alla musica che si scarica attraverso internet?

E' un fenomeno inevitabile. Internet è un mezzo importante e immediato. L'uso indiscriminato è, però, pericoloso, considerata la facilità con la quale si possono scaricare interi cd. E' come avere un piatto ghiotto e abusarne tutti i giorni; dopo un po' si finisce per non percepirne più le peculiarità.

Ho scelto cinque brani tratti dal vostro cd "L'albero dei bradipi" che ti chiedo cortesemente di commentare. I brani sono: "Venerdì 17", "L'albero dei bradipi", "Bambino", "La notte degli oscar" e "Pelle di stracci".

"Venerdì 17" è una ballata in cinque quarti. La signora di cui si parla è l'Irlanda, un paese che in questi ultimi anni, occidentalizzandosi grazie un inaspettato boom economico, ha perso la solarità della sua spontaneità. Il brano percorre tutta l'Europa e approda in Grecia in un giorno caldo e pieno di sole.

"L'Albero dei Bradipi" è un inno alla lentezza. Pregi e difetti della diversità di chi ha un ritmo lontano da quello richiesto dalla nostra società. Il tutto in chiave ironica.

"Bambino" è la canzone dell'amore bambino, dell'amore puro.

"La notte degli Oscar" è un brano sulla seduzione che diventa ridicola quando si sa di avere già un ruolo prestabilito. Ma la consapevolezza salva il malcapitato: l'Oscar per l'"attore non protagonista" è il premio più ambito perché è unico e per tanti pretendenti, per tanti piccoli, grandi ruoli.

"Pelle di stracci" è un brano sullo scorrere del tempo, sulla vita vissuta giorno per giorno. E' stata la prima canzone scritta dai Sursumcorda.

Una vostra personalissima opinione sullo stato della musica in Italia oggi

La situazione italiana è tutta particolare. La tecnologia, se da un lato ha consentito di riuscire ad avere delle registrazioni professionali "in casa", da un altro ha abbassato la qualità della proposta nel senso che oggi c'è molta più offerta di musica e si fa più fatica a riconoscere la musica "buona". Inoltre in Italia si vendono pochi cd originali e i motivi sono molteplici. Una volta pensavamo fosse colpa del prezzo troppo alto, poi, incredibilmente, ci siamo accorti che anche il nostro cd, nonostante costi 12 euro, ha già in circolazione un bel numero di copie clonate…

Parliamo anche un po' della grafica del vostro cd: muri sbrecciati, carta da parati, valigie, alburni di un tronco d'albero. Cosa volete comunicare attraverso queste immagini?

Volevamo che la copertina descrivesse il più possibile il contenuto del cd senza essere troppo "didascalica". La nostra grafica, Maria Vittoria Gozio, si è concentrata molto sul concetto di "manualità" della nostra musica, sul concetto di "viaggio" che traspare in molti brani e sui colori che la musica trasmette. I colori e le immagini arrivano da sole. Basta ascoltare il cd e chiudere gli occhi

Sito internet: www.sursumcorda.it

Un ringraziamento per la gentile e cortese collaborazione nella realizzazione della presente intervista a Giampiero Sanzari "papà" dei Sursumcorda.