Home: Articoli: Interviste

Intervista a Franca Masu

Articolo di: Gian Luca Barbieri; pubblicato il 02/10/2008 alle ore 16:58:22.

francamasu.jpg

Franca Masu, senza dubbio una delle voci e delle personalita' musicalmente piu' interessanti, anche per la sua ininterrotta ricerca linguistica e culturale, ha realizzato un nuovo cd, ''Hoy Como Ayer'' (Aramusica / Felmay), in cui si accosta al tango argentino per riviverlo e per reinterpretarlo.

Franca Masu

Franca Masu, senza dubbio una delle voci e delle personalità musicalmente più interessanti, anche per la sua ininterrotta ricerca linguistica e culturale, ha realizzato un nuovo cd, "Hoy Como Ayer" (Aramusica / Felmay), in cui si accosta al tango argentino per riviverlo e per reinterpretarlo. Al suo fianco Oscar Del Barba al pianoforte, Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Carlo Cantini (degli Arkè String Quartet) al violino. Le atmosfere che nascono dagli strumenti e dalla voce pongono le composizioni presenti nel disco in una magica continuità con i percorsi precedenti della cantante e la collocano in perfetta sintonia con l'anima del tango, di cui coglie le sfumature più intense e quelle più delicate e arricchisce di linfa vitale entrambe le tendenze di questa musica sanguigna ma anche estremamente raffinata. Ci ha concesso questa intervista che riportiamo.

Cosa ti ha spinta ad affacciarti al mondo del tango argentino nel tuo ultimo disco? Quali elementi di sintonia tra la tua precedente ricerca musicale e questa ultima produzione?

Alcuni anni fa ho incontrato un artista speciale, un musicista unico, un fuoriclasse: Fausto Beccalossi, fisarmonicista. Ci siamo subito piaciuti artisticamente e l'ho invitato a collaborare con me che avevo appena editato il mio secondo cd Alguìmia, in lingua catalana di Alghero. Così, in modo naturale, ho avuto modo di conoscere al meglio il virtuosismo e la sensibilità di questo musicista che mi rivelò il suo amore per il tango e mi invitò a imparare almeno un brano: "Chiquilìn de Bachin" di Piazzolla.

Io non ho perso tempo, mi sono incuriosita, ho preparato il brano, ma allo stesso tempo, ho cominciato (senza saperlo) a conoscere un mondo musicale, quello del tango, che mi avrebbe di lì a poco letteralmente investito nell'anima, nella mente, nella vita.

Non è passato molto tempo per poter incontrare, grazie a Beccalossi, Oscar del Barba, un pianista arrangiatore e compositore di rara raffinatezza... ed è stato così che il legame col tango, dapprima timido, si è fatto sempre più vivo, fino a decidere, dopo alcuni concerti, di voler concretizzare questo nostro amore condiviso in un vero lavoro, un cd, insomma HOY COMO AYER.

Credo che l'unico legame in sintonia con il mio precedente percorso artistico sia la assoluta autenticità dei sentimenti: quelli che io ho provato quando ho deciso nella mia vita di cantare in catalano sono gli stessi che mi hanno spinto a farlo in castigliano: mi sono innamorata della lingua, dei testi, del mondo musicale, del dolore, della gioia, della nostalgia... delle storie di vita vera.

A monte della musica, dei brani che compongono i tuoi dischi, si intravede un disegno organico e unitario che corrisponde, a mio parere, ad un progetto culturale preciso. Se è vero, ne puoi brevemente parlare?

E' vero, quando confeziono un disco, c'è dietro un pezzo della mia vita, un vero e proprio spaccato di emozioni, di pensieri e desideri. Non che io voglia dimostrare sempre una tesi, ma in qualche modo, dentro i miei lavori c'è un filo rosso che unisce tutti gli elementi in esso contenuti... E infatti, anche HOY COMO AYER non è arrivato per caso nella mia vita artistica.... Infatti già dallo scorso anno, ero stata scelta per impersonare Maria nella tango operita di Piazzolla-Ferrer Maria de Buenos Aires con orchestra e Arnoldo Foà voce narrante... Io credo che adesso sia arrivato il momento per percorrere più approfonditamente questo cammino nel tango; avevo alle spalle già tre cd in lingua catalana, ma nell'ultimo, "Squamare", c'era già la volontà di esprimermi in più lingue, anche in sardo, italiano e castigliano. In fondo, quest'ultima è pur sempre una lingua che mi appartiene in qualche modo, e non dimentico che il tango è comunque molto italiano. Non credo che cantarlo mi allontani di molto da quella che è la mia vera consapevolezza: sentirmi una donna mediterranea che attraverso la sua voce può esprimere l'autenticità del vivere. E il tango è autentica manifestazione, è come rivelarsi, senza possibilità di celare nulla.

Qual è la tua posizione nei confronti della world music sempre più basata su contaminazioni di modelli musicali differenti?

La world music forse oggi non mi comunica più tanto, è più che altro un buon rifugio per definire chi fa una musica mista, " contaminata", ma questa parola serve più che altro ai rivenditori di dischi.... per sistemarli bene nello scaffale giusto. No, io non so se ho prodotto word music, so che ho cantato quello che ho sentito, che io ho composto, e che la musica è stato l'originale prodotto dei miei straordinari musicisti, che vengono dal jazz, ma che ben respirano l'azzurro delle giornate qui, nell'isola, gli ampi silenzi, gli spazi, lontano dal caos delle grandi città.....

In che modo si bilanciano nella tua musica il legame con la tua terra, le tue tradizioni e la tua cultura da un lato e il desiderio di aprire la prospettiva su altre dimensioni musicali e culturali dall'altro?

La terra che mi accoglie, è l'elemento fondamentale per la mia dimensione di donna e di artista. Io canto quello che vivo e quello che vedo. Ma non dimentico che ho bisogno di guardare avanti, di cercare, di scoprire e quindi di interiorizzare, di rielaborare e infine di rivelare tutto questo con il canto.

Di solito, quando esce un disco, l'artista ha ormai imboccato un altro e successivo percorso. E' così anche nel tuo caso? A cosa ti stai dedicando in questo periodo?

Credo che non mi allontanerò dal tango così facilmente... ma ho quasi pronto un nuovo lavoro che mi appartiene probabilmente molto più nel profondo, perché parlerà di mare, di donne, di profumi e colori, di stati d'animo legati profondamente alla mia terra, e li canterò nuovamente in catalano, ma anche in sardo e in castigliano... Io mi sento una voce in viaggio, un cuore in viaggio, in totale libertà... L'importante è dire la verità…

La tua attività dal vivo come si pone in relazione alle tue registrazioni in studio? Quali modificazioni (se ci sono) vengono introdotte? Quale peso specifico ha il pubblico nel determinare l'impronta live delle tue esecuzioni?

Io adoro cantare in pubblico, non ho mai usato basi registrate e mai lo farò... ho cantato anche in pessime condizioni di salute.... l'importante è amare quello che si fa. E alla gente questo arriva.

Il pubblico è fondamentale... ho la perfetta percezione della loro energia dalla prima o seconda canzone che propongo… mi piace parlare alla gente, raccontargli le storie che si celano nei versi che canto, cerco di farla viaggiare dentro lo stesso viaggio emozionale che faccio io. Per questo devo confessare che non mi piace molto registrare i dischi quando tutto l'arrangiamento del brano è già stato eseguito... però questo percorso bisogna seguirlo, specie se il lavoro degli arrangiamennti è un po' complesso... Ma quando ho capito che Hoy como ayer si poteva registrare dal vivo, in presa diretta... beh... quella è stata la mia più grande felicità!!!

In soli due giorni abbiamo registrato tutto e il terzo giorno l'abbiamo dedicato alle piccole imperfezioni... infatti ho voluto lasciare quasi tutto quello che poteva sembrare imperfetto nella pronuncia, nel respiro, nel suono... non c'è perfezione che tenga davanti alla bellezza di un attimo di emozione... di un respiro che ti si rompe in gola… Ho cantato quasi tutta Oblivion mentre piangevo ad occhi chiusi... non lo dimenticherò mai...

Link: Franca Masu Official Site