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Sovrapensieri: intervista ai Martinicca Boison

Articolo di: Gian Luca Barbieri; pubblicato il 29/09/2008 alle ore 10:11:19.

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La band fiorentina arriva al secondo album ''Sovrapensieri'', a breve distanza dal primo ''Per non parlare della strega'', sfruttando tutte le tonalita' emotive che il loro ''folk elegante'' mette a disposizione e mantenendo il punto di forza della gioia e dell'ironia.

Martinicca Boison

Qualche tempo fa abbiamo presentato il disco d'esordio dei Martinicca Boison, "Per non parlare della strega" (Materiali Sonori), che ci aveva colpito per l'originalità e la freschezza del dettato musicale e dei testi. Ora la band fiorentina (Lorenzo Ugolini, voce e tastiere; Frank Cusumano, chitarre; Paolino Pampaloni, basso; Andrea Rapisardi, violino; Marco Zagli, batteria; Gabriele Baratto, clarinetto e cornamusa; Pablo Cancialli, percussioni) ha realizzato il secondo cd, "Sovrapensieri", sempre prodotto dalla stessa etichetta. Nonostante sia passato poco tempo dall'uscita del primo album, ora la band, forse anche grazie all'entusiasmo che la anima e all'esperienza decisiva dei concerti dal vivo, risulta ancor più convincente e matura, sfruttando tutte le tonalità emotive che il loro "folk elegante" mette a disposizione e mantenendo il punto di forza della gioia e dell'ironia, declinandolo però in taluni momenti verso toni più intimistici. Un disco assolutamente meritevole di attenzione, di cui loro stessi ci hanno parlato.

Quali sono gli elementi di continuità con il vostro disco precedente e quali gli aspetti innovativi che vi sentite di sottolineare?

Nella realizzazione del nostro secondo disco "Sovrapensieri" sicuramente non abbiamo perso il desiderio e la necessità di divertirci con gli arrangiamenti, prendendo spunto dai vari generi senza mai farci sopraffare da nessuno di essi in modo prevalente. Il filo conduttore è rimasto quello della scrittura musicale e dei testi, ironici e intimisti allo stesso tempo. Per quanto riguarda le novità, questo disco ha avuto una produzione artistica esterna: Erriquez Greppi della Bandabardò è riuscito a sintetizzare il nostro sound mantenendone inalterata la spontaneità. Gli arrangiamenti più essenziali hanno valorizzato maggiormente la voce e le sue parole e anche i singoli strumenti. Infine in questo disco ogni canzone ha una precisa collocazione temporale all'interno della giornata: partendo dal mattino l'ascoltatore arriverà in 12 brani al mattino successivo, vivendosi così 24 ore di avventure, riflessioni, distrazioni e 'sovrapensieri'.

Mi pare che la vostra musica sia il risultato di un magico equilibrio tra impegno e leggerezza, tra uno sguardo disincantato sulla realtà e la necessità di lasciarsene alle spalle alcuni aspetti disturbanti. Ammesso che ciò sia vero, come è stato possibile raggiungere questo risultato?

Descrivere la realtà in modo disincantato e in molti casi distaccato e ironico non nasce da una premeditazione, ma rappresenta il mio modo di percepire la vita in questo periodo: sentimenti molto contrastanti tra loro riescono a fondersi ponendo tra me e le cose un sottile velo di cotone, che ahimè non è detto che rimanga per sempre...

Potete descrivere il vostro pubblico? A chi vi rivolgete e chi viene ad ascoltare i vostri concerti?

Il nostro pubblico è composto da persone che hanno voglia di ballare e divertirsi, ma che sono allo stesso tempo capaci di ascoltare un concerto comodamente seduti per apprezzarne eventualmente le note e le parole. Crediamo che la nostra musica si possa rivolgere ad un pubblico molto eterogeneo per età e gusti musicali e questo rappresenta per noi sicuramente un punto di forza.

Quale differenza esiste tra le vostre performances dal vivo e ciò che si ascolta sui vostri dischi. quali spazi di libertà vi concedete sul palcoscenico?

I nostri concerti sono molto allegri e spensierati, i nostri vestiti colorati. Saliamo sul palco per divertirci e far divertire: per cogliere le sfumature più malinconiche ed intime invitiamo all'acquisto del disco! Scherzi a parte per noi il concerto è un momento di massima libertà e spontaneità: la scaletta viene spesso modificata nel corso del concerto come la lunghezza delle canzoni e delle loro presentazioni...

Un riferimento alle fonti alle quali vi siete ispirati mi pare una richiesta non del tutto antipatica, almeno nel vostro caso, in cui il richiamo ad una certa tradizione è abbastanza esplicito e non gioca a sfavore dell'originalità notevole della vostra musica.

La musica alla quale facciamo riferimento è senza dubbio la musica popolare e folk nelle sue innumerevoli sfaccettature e provenienze: gli chansonniers francesi, la musica medievale e rinascimentale, la musica celtica, il folk inglese ed il country americano, la canzone d'autore italiana da una parte, il rock-progressive degli anni '70 dall'altra.

Ultima domanda. Quali difficoltà dovete affrontare per far conoscere la vostra musica in modo capillare su tutto il territorio nazionale?

Dopo aver gioito per la realizzazione del nostro secondo disco, adesso dobbiamo trovare le forze finanziarie necessarie per poterlo promuovere e distribuire in modo soddisfacente e suonare tantissimo dal vivo... Speriamo che ciò possa accadere: ci siamo già organizzati con pazienza e benzina a volontà!

Leggi anche: Per non parlare della strega (recensione)

Martinicca Boison: sito ufficiale - myspace.