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Joe Barbieri: nel nuovo album ''Maison Maravilha'' si respira musica di grande fascino (intervista)

Articolo di: Gian Luca Barbieri; pubblicato il 19/02/2009 alle ore 09:13:52.

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Joe Barbieri, dopo aver catalizzato l'interesse del pubblico con il suo precedente cd intitolato ''In parole povere'', ora torna con un disco altrettanto bello e forse piu' maturo, ''Maison Maravilha''. Disco che lascia il segno.

Joe Barbieri

Joe Barbieri, dopo aver catalizzato l'interesse del pubblico con il suo precedente cd intitolato "In parole povere" (eletto disco dell'anno in Germania), ora torna con un disco altrettanto bello e forse più maturo, "Maison Maravilha" (prodotto da Microcosmo Dischi e distribuito da I.R.D.). Si ascolta, o meglio, si respira musica di grande fascino eseguita con criteri pregevolmente démodé, strumenti acustici e orchestra d'archi, voce che accarezza e testi interessanti e gradevoli. Al fianco di Barbieri, in un brano ("Malegria") la grande Omara Portuondo in un fado di grande impatto. Musica lieve, che accarezza, scorre sulla pelle, fa tornare alla mente l'espressione di Kundera di "insostenibile leggerezza dell'essere", con l'accento posto decisamente più sulla leggerezza che sull'insostenibilità. Disco che lascia il segno. Per questi motivi abbiamo contattato Joe Barbieri, che ci ha rilasciato questa intervista.

Dalle note di copertina sembra di capire che il tuo disco sia un sogno che si è materializzato quasi per magia, la realizzazione di un desiderio in cui speravi in parte, ma, quasi per scaramanzia, non fino in fondo. Puoi spiegare qualcosa si più a questo riguardo?

In realtà più che un desiderio che temevo di non realizzare fino in fondo, si trattava del sottile timore di non tirar fuori dalla complessità di questo disco un filo onesto, vero e appassionato. Declinare un'intera orchestra e un numero così consistente di straordinari musicisti, al servizio di canzoni che considero nell'accezione migliore che posso come "semplici", è qualcosa di sottilmente arduo. Qualcuno diceva, ma non ricordo chi, "la semplicità è difficile a farsi"; e io concordo in pieno.

Joe Barbieri - Maison Maravilha - cd cover

La grafica della copertina e del libretto è estremamente raffinata, artistica e anche densa di incanto e di allucinata ingenuità. Questo, almeno, a mio parere. In ogni caso mi sembra che a monte vi sia una ricerca dettagliata e precisa e che il risultato derivi da una scelta accurata. Ti dirò che mi ha colpito anche il bianco quasi assoluto della copertina e l'assoluta invasività del colore nel booklet. Puoi dire qualcosa sull'argomento?

Tornando per un attimo a quanto sia stata importante la coralità nella realizzazione di questo disco, mi preme poter sottolineare il talento di Nadia Zorzin, ovvero della persona che ne ha disegnato il progetto grafico. La dualità tra questo tratto così semplice e questa densità di dettagli è speculare, credo, alla mia musica. Entrambi gli elementi – quello visivo e quello sonoro – si muovono accompagnandosi con pura ingenuità, è vero. Lasciando il bianco degli spazi a chi ascolta, perché possa essere completato con le proprie esperienze e i propri desideri.

Il tono generale delle tue canzoni è volutamente orientato sul versante "classico", nel senso che, rispetto ai modelli attuali e di moda amati dal grande pubblico, segna un'inversione di rotta, per rifarsi ad un certo cantautorato del passato. Quali i motivi di questa scelta?

Il semplice amore per la musica degli anni quaranta, cinquanta e sessanta. Sono un ragazzo di 35 anni che ascolta cose molto diverse; ma alla fine non posso non riconoscere e ripartire dai pilastri che sorreggono tutta la musica moderna, e la purezza dell'inventiva di certi autori. Il piacevole paradosso è che malgrado questo tributo così forte, io riesca a sentire questo mio nuovo album così contemporaneo. E sai cosa? tanta, tanta gente – anche persone molto giovani – si premura di farmi sapere la stessa cosa.

Hai un settore privilegiato di pubblico a cui ti rivolgi?

Direi di no. La musica appartiene a chi desidera accoglierla, e farla propria. Le mia musica appartiene indistintamente a chiunque, ascoltandola, senta che qualcosa risuona dentro di sé.

Quanto di autobiografico c'è nei tuoi testi e quanto fa parte invece dei riferimenti obbligati (tematici, lessicali, metrici) del genere a cui ti ispiri?

Direi che tutto è in linea di massima autobiografico; ci sono esperienze personali che sono state distillate per intero in alcune canzoni, come "Normalmente" ad esempio, e altre sono echi di esperienze maturate, macerate, masticate inconsciamente; o di cose viste, sentite, vissute di striscio, respirate, passatemi accanto.

Una domanda sull'uso della voce: un uso raffinato, delicato, come se fosse uno strumento musicale che si esprime attraverso parole. Me lo confermi?

Beh (sorrido), io canto come mi viene istintivamente. Mi lusinga la tua impressione. Potrei aggiungere magari una cosa, e cioè che quando scrivo, accompagno la composizione musicale alla scrittura del testo, per tentare di ottenere un "suono" dalle parole, che sia complementare a quello degli strumenti. L'uso della voce è funzionale a questo insieme.

Un altro aspetto che colpisce del tuo cd è costituito dagli arrangiamenti. Perfetti, ricchi, classici anche nelle modalità di utilizzo della ricca strumentazione. Uno sforzo notevole, dal punto di vista sia compositivo, sia esecutivo, sia infine economico, immagino.

Beh, questo è il disco che ho sempre desiderato fare. Un piccolo, grande lusso che mi sono concesso. Un album con grande orchestra è qualcosa che ho atteso a lungo, e finalmente questa volta le condizioni mi hanno permesso di farmi questo regalo. Ad affiancarmi nel lavoro di produzione Antonio Fresa, che ha dipinto una orchestrazione mai invadente, misurata, discreta eppure appassionata e calda. Antica e modernissima al tempo stesso. Ad incorniciarla il contributo di meravigliosi musicisti. E la voce autorevole e straordinaria di Omara Portuondo – la regina del son cubano, che molti ricorderanno per essere una delle icone di "Buena Vista Social Club" – a suggellare il tutto con un duetto in un fado che si chiama "Malegría".

Ed ora, per concludere, in relazione alla qualità davvero elevata del tuo disco, ci puoi rivelare qualche progetto per il futuro?

Ora inizieremo a viaggiare; un po' per suonare in Italia, visto che partiremo in tour da aprile; un po' per andare a presentare il disco nei vari paesi nei quali sarà pubblicato da qui alla prossima primavera. Intanto sto dividendomi tra la promozione e la lavorazione in studio del secondo album di un ensemble straordinario di virtuosi che si chiama Kantango, che declina il tango con la world music, e che sta preparando un progetto assolutamente fuoriclasse. Vi invito a tenerli davvero d'occhio, ne sentirete parlare.

Audio: Ascolta l'album "Maison Maravilha"

Link: Joe Barbieri Sito Ufficiale