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Ear: Asfodeli Da Conservare, un album intimo, poetico e raffinato (intervista)

Articolo di: Gian Luca Barbieri; pubblicato il 25/05/2009 alle ore 09:18:58.

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Una band meritevole di attenzione e' quella degli Ear. Hanno pubblicato un cd autoprodotto intitolato ''Asfodeli da conservare'', estremamente elegante sia per la veste grafica che per i contenuti musicali, rigorosamente acustici, con testi raffinati e poetici.

Ear - Asfodeli Da Conservare - cd cover

Una band meritevole di attenzione è quella degli Ear. Si tratta di un trio particolarmente originale, sia per la strumentazione che per la musica che realizza: Andrea Barlotti (chitarra), Cristiano Sapori (voce e chitarra) ed Eulalia Grillo (violino). Hanno pubblicato un cd autoprodotto intitolato "Asfodeli da conservare", estremamente elegante sia per la veste grafica che per i contenuti musicali, rigorosamente acustici, con testi raffinati e poetici. Abbiamo contattato Cristiano Sapori, che ci ha rilasciato questa intervista.

La prima domanda riguarda la storia della vostra band: quando si è formata, in base a quale progetto, quali le vostre prime esperienze e attività?

Il progetto Ear nasce originariamente dopo l'Estate del 2001; al rientro da un viaggio che mi aveva tenuto lontano da casa circa un anno. E' come se avessi avuto una rivelazione. Lo ricordo benissimo. Sostanzialmente l'idea era di scrivere Musica che ci piacesse. Che venisse dal nostro dentro; senza filtri. E nella dimensione acustica questo era possibile, anche se più rischioso.

In effetti, anche la location stessa (La Stanza Della Cera, si chiama così la nostra sala prove) si presentava come un luogo accessibile solo a me ed Andrew. Tutto molto ovattato. Luci soffuse, candele. Le nostre chitarre, i cavi e le mie parole sparse ovunque. L'inverno se ne stava fuori, beninteso. Si trattava di brani molto introspettivi. Le accordature usate, in questo senso, arricchivano lo stato d'animo che si voleva esprimere. Abbiamo scritto cose interessanti in quel periodo e le prime uscite live che abbiamo fatto hanno in effetti incontrato la curiosità del pubblico. Ma considera che a quei tempi non c'era nemmeno il violino. Eravamo solo io ed Andrew. Erano "esperimenti", diciamo così. Quasi un modo per vederci "dal di fuori"...

Una questione che mi incuriosisce: da dove viene il nome del vostro gruppo, che significato ha e perché un nome inglese per una band che canta in italiano?

Sono pronto a sorprenderti. In realtà il nome non è affatto inglese. Ear in greco antico significa "Primavera". La sensazione piacevole (ed unica) che mi lega a questa stagione, in certo senso, è la stessa che mi lega alla Musica. Qualcosa di "indefinito", che cambia e fa cambiare. La verità è che ogni singola parola ha un suo senso proprio; e io ricavo il mio, applicandolo alla mia realtà.

Prima di entrare nelle questioni musicali, un chiarimento riguardante i vostri testi, particolarmente poetici, raffinati e insoliti. Me ne puoi parlare?

Un po' come ti accennavo a proposito del nome della band, anche per i testi vale lo stesso atteggiamento. Quello che scrivo non è mai a caso; e questo - lo riconosco - può comportare una più difficile comprensione da parte di chi ascolta. Ma vedi, si tratta di onestà. Le rime non tornano se non sei onesto. Nei testi di "Asfodeli Da Conservare" vengono ritratti dettagli minuscoli della mia vita; quelli che per me contano e hanno valore. La solarità che abbiamo tentato di esprimere con la Musica s'intreccia con un aspetto malinconico - che emerge nelle liriche - che mi appartiene caratterialmente e da cui non posso (e non voglio) prescindere.

Ora la musica: la vostra formazione è piuttosto insolita ed è sicuramente il risultato di una scelta precisa. In quale ambito (o al di fuori di quale ambito) vi volete collocare?

Bella domanda; ma vorrei risponderti citando quanto affermato dal buon Jerry Cantrell, ai tempi degli Alice In Chains durante tutta la polemica del "grunge", diceva: "Tutto quello che esce da una chitarra elettrica è puro Rock And Roll". Come dire a noi interessa la Musica; le "etichette" le lasciamo a voi... Ha senso?

Quali sono i vostri punti di riferimento nel panorama musicale italiano e non solo?

Apprezziamo molto Moltheni e I Marta Sui Tubi che stanno portando avanti con originalità e buoni risultati l'esperienza dell'"acustico". In generale, ci sono poi tantissime altre realtà valide sia in Italia, che all'estero. Fra tutti, siccome li abbiamo "ringraziati" anche nei crediti del nostro disco, ti cito gli Stateless. Se non li ha mai sentiti prova darci un ascolto. In confidenza, chissà che il prossimo disco degli Ear non abbia sonorità simili...

Da dove è nata la collaborazione con i Martinicca Boison?

Siamo ottimi amici, e oltretutto degli ottimi musicisti! Quando abbiamo scritto "Cose" il primo pensiero è stato proprio rivolto a loro: erano perfetti rispetto allo spirito con cui è stato concepito il brano. Pensa che in un giorno (da mattina a sera) hanno registrato tutti gli strumenti e cantato. Considera però che non avevano mai sentito il brano prima. È stato divertentissimo! Sono dei grandi.

Sai, crediamo molto in questa cosa delle collaborazioni: è un modo sano di far girare la Musica (specialmente per chi non ha canali preferenziali). Per dirtela tutta, anche Moltheni stesso durante le registrazioni è venuto in studio; poi per motivi di tempo legati al suo imminente tour non è riuscito a registrare. Compare però Sara Piolanti, davvero un fenomeno, che in un'ora ha fatto tutto...

La vostra attività dal vivo: in quali contesti si svolge, di fronte a quale pubblico e come muta la vostra musica nelle esecuzioni on stage?

Fin da quando "Asfodeli Da Conservare" era in lavorazione, io ed Andrew avevamo le idee piuttosto chiare. Incidere un disco piacevole (curato nei suoni e nella dinamica di ogni singolo brano), che si potesse ascoltare a "più livelli": sia come semplice sottofondo, sia come album "da cantare" e gustarsi nei dettagli. Per ciò che riguarda l'esibizione dal vivo - fin dall'inizio del tour - l'intenzione è stata invece quella di portare sul palco una dimensione diversa di ascolto: alcune canzoni sono state rivisitate ed è stata ampliata la scaletta con alcune cover e brani del "vecchio" repertorio Ear. Inoltre allestiamo una scenografia che ricorda la pagina d'apertura del nostro sito: bolle colorate che ci contengono e ci proteggono ancora. Il pubblico è eterogeneo e copre diverse fasce d'età. Il riscontro è generalmente positivo; siamo contenti. E poi questa cosa del violino e delle percussioni affascina, chissà perchè...

Link: EAR Sito Ufficiale - Myspace.