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Intervista a Luca Nesti

Articolo di: Alberto Barina; pubblicato il 30/06/2005 alle ore 18:09:38.

Luca Nesti

Luca Nesti, cantautore toscano, ha spaziato dalla realizzazione di colonne sonore cinematografiche come quella realizzata per il film di Salvatores “Mediterraneo”, alla scrittura di brani per artisti come Oxa e Mina. E' uscito di recente l'ultimo suo cd Ho cambiato idea (Camion Records/Lunapark ediz. musicali/Sony Music).

Anzitutto prima ancora di partire con la vera e propria intervista, mi sembra giusto che tu ti debba presentare, svelandoci quando nasce la tua passione per la musica e magari qualche episodio legato ai tuoi esordi.

Ho cominciato come assistente fonico in un grande studio di Firenze, era l'unico modo per avvicinarmi al circuito musica, visto che non avevo soldi per vivere a Milano o Roma. Nelle pause pranzo, mentre gli altri andavano al ristorante, approfittavo per toccare tutti gli strumenti dei musicisti tra un panino e una birra. In una pausa ho conosciuto G.Bigazzi che stava scrivendo, in un angolo dello studio semi-buio, la colonna sonora di mediterraneo lì, è cominciato il mio percorso di musicista/autore.

Il tuo album "Ho cambiato idea" inizia con un recitativo di Bukowski. Qual è dunque e se c'è un confine tra musica e poesia? …Ma tutto il tuo album ha un gusto molto Bukowskiano o mi sbaglio? Ed inoltre è un album anche poco commerciale, poco spendibile radiofonicamente

Non lo so, io ho fatto delle canzoni...
Più che di confine parlerei di commistione, i poeti del 900 così detti maledetti forse sono i primi rockautori da cui un po' tutti abbiamo preso qualcosa. Bukowski è forse il miglior traduttore di una generazione che non le manda a dire. Ho avuto la fortuna di musicare un reading di poesie inedite tradotte da ricercatori universitari di Bukowski e me ne sono innamorato. Per anni, noi autori abbiamo cercato di scrivere canzoni che piacessero ai direttori delle playlist dei grandi network, decretando la crisi nera della musica italiana. Ho cercato di fare un album sincero, che non strizzasse l'occhio a nessuno; ho cominciato a fare musica per il gusto di farla e sono ritornato a quello perchè credo ( lo spero) che le persone abbiano ancora voglia di ascoltare e capire, piuttosto che etichettare fenomeni temporanei legati al look piuttosto che al tasso letterario musicale.

Il testo di "Ho cambiato idea" sembra uscito da un periodo di sofferenza, di tedio interiore ti va di parlarcene?

Forse, ma soprattutto dalla voglia di esprimere il proprio pensiero, divertirsi a suonare e di annunciare la fine di questa benedetta ricerca "di essere Migliore". I modelli che rappresentano la vita quotidiana non mi piacciono e da buon Toscano l'ho cantato.

Quanto l’ironia serve in una canzone e perchè?

Moltissimo, spero di aver fatto un disco anche ironico o meglio di grinta ironica, perchè l'ironia spesso serve a dare trasparenza ad un pensiero... non il contrario. Diffido dalle persone apparentemente troppo serie, aggiungo impostate, anzi progettate!

Dopo il confine vero e presunto tra musica e poesia, cerchiamo di abbattarne un altro: politica e canzone, ce ne vuoi parlare anche alla luce dei testi che proponi nel tuo album...

Guarda, ripeto io ho scritto delle canzoni, ognuno le interpreti come vuole. In realtà, abbiamo fatto questo disco chiusi in una casa per sei mesi, parlavamo con la band di tutto, molto di politica perchè le nostre pause coincidevano con i telegiornali. Alcuni di noi provengono da famiglie con un passato di impegno politico dìverso tra loro. Ho ascoltato tutti i pareri e mi sono reso conto che tutti convergevano in un unico pensiero: "Il politico di oggi è più un imprenditore della parola piuttosto che un interprete del pensiero popolare che mette la sua intelligenza per risolvere i problemi, di tutti si intende”. Da ragazzino anche io mi occupavo di politica e facendo un parallelo, mi viene spontaneo dire: “NON CI STO!” Mi andava di raccontarlo tutto qua.

Ti cito i nomi di due cantautori italiani: Eugenio Finardi ed Ivano Fossati; anche la tua vocalità ricorda da vicino questi due cantautori, in special modo il primo. Li senti come ispiratori della tua musica?

Finardi, lo confesso. lo conosco poco, pochi brani. Fossati… stimo molto i suoi testi, conosco tre/quattro album di grande spessore. La verità è che ascolto poco, molto poco, sono un maniaco del suonare, passo molto tempo con gli strumenti in sala prova o nella mia barchetta di 6mt in giro per le coste Toscane e Liguri, però è inutile negare certe influenze, sono normali, la mia cultura musicale è quella dei testi dei grandi Cantautori da Rino Gaetano, a Fossati, a Guccini e tutti gli altri e il buon rock angloamericano.

Ho scelto cinque brani del tuo album che ti chiedo di presentarci e di commentare. I brani sono: “Il conduttore”, “Figlio di nessuno”, “Piccola ma tenera”, “Il microfono precoce” e “Congiunzioni”.

Il conduttore
Provate voi a stare un giorno incollato alla televisione, svegliarsi con un conduttore profeta che ci insegna a vivere meglio e ad addormentarsi con uno che distribuisce pacchi pieni di soldi, finta felicità, è un trauma da post-illusione. Chissà se dopo tutto questo si riesce ancora a guardare, ammirare e spogliare una donna sciogliendosi dentro di lei.

Figlio di nessuno
In questo pezzo volevo solo raccontare a una persona speciale che ci sono scene che sembrano annunciare la fine del film e invece sono solo l’inizio della primavera.

Piccola ma tenera
E anche bellissima, aggiungerei, ma ci sono storie che probabilmente sono come i binari delle ferrovie: si congiungono solo per pochi attimi e poi ritornano parallele ed equidistanti, proseguendo distintamente la propria rotta.

Il microfono precoce
È la storia vera del classico “parolaio” di città, colui che normalmente, quando lo incontri, tira fuori il calendario delle donne che ha conquistato e soddisfatto sessualmente "fino a fargli male". Un mito! Salvo poi scoprire, molto tempo dopo, che non era altro che un eiaculatore precoce pentito.

Congiunzioni
Come si può raccontare quando sei lontano dal mondo e senti il bisogno di fotografare una storia che forse è esistita solo fuori dalle righe, che si intreccia per caso e in ore impensabili ma si intreccia fino al punto di far diventare "niente" le parole...

"Da quando sono rimasto solo provo un brivido perverso/ ogni donna che incontro/ la importuno con la leggerezza di un fumetto"...cioè?

Sei un grande!
Semplicemente, ritornando singoli (due della band) ci buttavamo in picchiata libera su ogni possibile storia, anzi donna, senza pensare, per il gusto di farlo, intelligentemente stupidi come i fumetti anni 70.. all'arrembaggio!

Donne, televisione, veline, nudo, operazioni mediatiche…che cosa direbbe Luca Nesti a tal proposito e Charles Bukowski?

Bukowski non lo so... è troppo più grande di me .. non ci arrivo. Io dico: donne, il mondo migliore. Televisione: lasciamo perdere, mi piace dalle 2 di notte in poi. E’ diventato un organo a servizio dei singoli, piuttosto che di informazione e conoscenza; l'intrattenimento non mi piace ma è soggettivo. Operazioni medianiche: non mi piacciono, impregnano di falsità la mente che ha bisogno di informazioni, tolgono la voglia di fare e non mi va di addormentarmi sognando un pacco o il mostrare le proprie finte attitudini per conquistare qualcuno o qualcosa, voglio vedere cosa resterà di tutto questo, meglio il nudo nei sogni ingenui e non in tv, casomai in privato.

Che cosa rappresenta per te la musica rock che nel tuo album mischi comunque anche ad altre sonorità?

Il rock per me è una filosofia di vita, piuttosto che un distorsore alla chitarra, è ricerca di libertà e di pensiero ovunque, uscire da gli schemi omologati che un certo sistema ti propone, è non essere inappetente, è avere stimoli, fiducia, curiosità e ricerca perenne dell'amore per le cose che fai. Quindi è una commistione di cose come lo sono le sonorità che scegli per vestire un testo.

Come ti definiresti come cantautore?...può andare bene la definizione "Poeta on the road"?

Si, va bene. Va bene anche cantautore per caso, ma potrei cambiare idea la prossima volta che sento il bisogno di sfogarmi con le parole e con la musica.

Parliamo un po' del cinema ed in particolar modo di Salvatores e di "Mediterraneo"...

Che dire... ci vuole anche fortuna... come ti dicevo sopra nelle pause pranzo io mangiavo il mio panino e suonavo… Bigazzi ha fatto il resto. Un’esperienza fantascientifica.

Oggi sembra andare tanto di moda il pop, il tormentone radiofonico che quasi mai ha basi musicali rock, che ne pensi a tal proposito? Ti senti un po’ in disparte per non rispondere con la tua musica alle esigenze del mercato?

Quale è il mercato secondo te? quello dei singoli/meteore che imperano nelle radio e nelle pubblicità, o quelle band che fanno concerti con tremila paganti e non passano mai in radio?. Cioè per te è meglio la superficie del finto successo ( l'apparenza), o la profondità di una passione che diventa lavoro, che produce e condivide emozioni costantemente nei concerti?

Una tua personalissima opinione sulla crisi vera o presunta delle vendite dell’attuale mercato discografico, e qual’ è secondo te il motivo scatenante di questa crisi?

Ti dico la classifica che produce la crisi secondo me:
1) l'omologazione della creatività
2) gli autori (cioè io per primo)
3) le cover band
4) a parimerito - il costo del disco - gli spazi - i masterizzatori.
Credo che i creatori e interpreti di questo mondo debbono tornare a fare musica per il gusto di farla senza preoccuparsi del successo, del look e delle finalità preconfezionate, puntando sul coraggio e sulla qualità per quanto è possibile nella nostra cultura

Cosa sentiresti di dire ad un giovane che come te vuole intraprendere la strada della musica?

Prima regola fai quello che ti pare, fai musica per il gusto di farla, studia moltissimo, interessati…altrimenti apri un ristorante.

Un autore, cantautore italiano che stimi o che apprezzi particolarmente con il quale vorresti magari collaborare in futuro (anche se posso immaginare la risposta)?

Sono tanti, molti nelle cantine senza contratto discografico. Ti dico al volo, oggi, vorrei scrivere una canzone con Pacifico con la leggerezza che lui sa e una con la follia intelligente di Gianna Nannini. Il resto, non rimanerci male, non oso...ma ho capito che lo sai!

Sito ufficiale: www.lucanesti.com

Un ringraziamento particolare per la realizzazione di questa intervista a Luca Nesti ed a Manuela Greco di www.paroleedintorni.it